Slide 1
Slide 2
Slide 2

I Nostri Points

CERBA HEALTHCARE (Via Vittorio Bachelet) CERBA HEALTHCARE (Via della Pace) CERBA HEALTHCARE (Via Molino San Giovanni) CERBA HEALTHCARE (Via del Tempio della Fortuna) CERBA HEALTHCARE (Via Eucario Silber) CERBA HEALTHCARE (Via Giuseppe Bignami) CERBA HEALTHCARE (Via Tiburtina Valeria) CERBA HEALTHCARE (Via Castelli) CERBA HEALTHCARE (Via Nazario Sauro) CERBA HEALTHCARE (Viale Giacomo Matteotti) CERBA HEALTHCARE (Viale Pio XII) CERBA HEALTHCARE (Via delle Sorgenti di Squarciarelli) CERBA HEALTHCARE (Via Galletti) CERBA HEALTHCARE (Via Palombarese) CERBA HEALTHCARE (Viale Roma) CERBA HEALTHCARE (Via Ancona) CERBA HEALTHCARE (Via Luigi Einaudi) CERBA HEALTHCARE (Corso Giacomo Matteotti) CERBA HEALTHCARE (Piazza Stefano Jacini) CERBA HEALTHCARE (Via Anton Giulio Bragaglia) CERBA HEALTHCARE (Via Appia Nuova) CERBA HEALTHCARE (Via Arturo Graf) CERBA HEALTHCARE (Via Casal Bianco) CERBA HEALTHCARE (Via della Balduina) CERBA HEALTHCARE (Via della Casetta Mattei) CERBA HEALTHCARE (Via della Stazione di Cesano) CERBA HEALTHCARE (Via di Acilia) CERBA HEALTHCARE (Via di Casalotti) CERBA HEALTHCARE (Via di Sacco Pastore) CERBA HEALTHCARE (Via di Tor Fiorenza) CERBA HEALTHCARE (Via Giuseppe di Vittorio) CERBA HEALTHCARE (Via Eugenio Torelli Viollier) CERBA HEALTHCARE (Via Filippo Antonio Gualterio) CERBA HEALTHCARE (Via Francesco Patrizio da Cherso) CERBA HEALTHCARE (Via Luigi Rizzo) CERBA HEALTHCARE (Via Madre Colomba Gabriel) CERBA HEALTHCARE (Via Po) CERBA HEALTHCARE (Via Rutilio Namaziano) CERBA HEALTHCARE (Via Vallebona) CERBA HEALTHCARE (Viale dei Caduti per la Resistenza) CERBA HEALTHCARE (Viale dei Colli Portuensi) CERBA HEALTHCARE (Viale Paolo Orlando) CERBA HEALTHCARE (Viale XXI Aprile) CERBA HEALTHCARE (Via Salaria) CERBA HEALTHCARE (Via G. di Vittorio) CERBA HEALTHCARE (Via della Libertà) CERBA HEALTHCARE (Corso Giuseppe Garibaldi) CERBA HEALTHCARE (Via Fontana Bracchi)

CEDAM (Via Cerva 22) CEDAM (Via P.Calvi 36) CEDAM (Via C.Romani) CEDAM (Via Verdi 58) CEDAM (Via Lessona) CEDAM (Via Scarlatti) CERBA HEALTHCARE (Via I Maggio) CERBA HEALTHCARE (Via A. Diaz) CERBA HEALTHCARE (Strada dei Boschi) CERBA HEALTHCARE (Via Papa Giovanni XXIII) CERBA HEALTHCARE (Via Roma) CERBA HEALTHCARE (Piazza della Vittoria) CERBA HEALTHCARE (Via Europa) CERBA HEALTHCARE (Via Giardino) CERBA HEALTHCARE (Via San Carlo) CERBA HEALTHCARE (Piazza 4 Novembre) CERBA HEALTHCARE (Piazza Sei Febbraio) CERBA HEALTHCARE (Via Carlo Farini) CERBA HEALTHCARE (Via della Moscova) CERBA HEALTHCARE (Via Emilio de Marchi) CERBA HEALTHCARE (Via Enrico Terzaghi) CERBA HEALTHCARE (Via Federico Chopin) CERBA HEALTHCARE (Via Gian Battista Brocchi) CERBA HEALTHCARE (Via Lodovico Castelvetro) CERBA HEALTHCARE (Via Eliseo Vismara) CERBA HEALTHCARE (Via Longhena) CERBA HEALTHCARE (Via Monte Palombino) CERBA HEALTHCARE (Via Privata Parenzo) CERBA HEALTHCARE (Via Romeo Frassinetti) CERBA HEALTHCARE (Via Sannio) CERBA HEALTHCARE (Via Sardegna) CERBA HEALTHCARE (Via Uberto Visconti di Modrone) CERBA HEALTHCARE (Via Valtellina) CERBA HEALTHCARE (Via Vincenzo Brunacci) CERBA HEALTHCARE (Viale Bianca Maria) CERBA HEALTHCARE (Viale Certosa) CERBA HEALTHCARE (Viale Edoardo Jenner) CERBA HEALTHCARE (Viale Monza) CERBA HEALTHCARE (Via Papa Giovanni XXIII) CERBA HEALTHCARE (Via F. Corridoni) CERBA HEALTHCARE (Via Milano) CERBA HEALTHCARE (Via E. de Amicis) CERBA HEALTHCARE (Via Vincenzo Monti) CERBA HEALTHCARE (Via Vincenzo Bellini) CERBA HEALTHCARE (Via Eugenio Curiel) CERBA HEALTHCARE (Via Uberto Visconti di Modrone) CERBA HEALTHCARE / CURIE (Viale Emilia angolo Viale Liguria) CERBA HEALTHCARE / CURIE (Viale Liguria) CERBA HEALTHCARE / DELTA MEDICA (Viale Lombardia) CERBA HEALTHCARE / DELTA MEDICA (Viale Toscana)

Alcuni dei nostri clienti

News ed approfondimenti

Analisi Statistiche Inail 2023
07/10/2023
Analisi Statistiche Inail 2023

Durante un periodo di otto mesi, si è verificata la tragica perdita di 657 vite in incidenti sul luogo di lavoro, rappresentando una vera e propria tragedia. La media mensile di morti si è attestata a 82, un dato estremamente inquietante. I decessi a seguito di incidenti sul lavoro sono aumentati dello 0,8% rispetto al 2022, salendo da 496 a 500. Tuttavia, i decessi in itinere sono diminuiti, con 157 vittime nel 2023 contro le 181 del 2022. Preoccupa particolarmente l'alta incidenza di mortalità tra i giovani lavoratori e gli stranieri, che supera la media. Le denunce complessive di infortuni sono diminuite del 21% rispetto ad agosto 2022, ma è importante considerare che tale calo è stato influenzato dalla presenza significativa degli "infortuni per COVID" nell'anno precedente. Il settore manifatturiero continua a essere il più colpito dagli infortuni, con 47.997 casi. L'Osservatorio Nazionale ha identificato le regioni a rischio, tra cui Umbria, Abruzzo, Basilicata e Puglia, che sono state classificate come "zona rossa". Tuttavia, molti datori di lavoro sembrano non dare la giusta priorità alla cultura della sicurezza, come dimostra l'aumento del numero di vittime sul lavoro. Ciò indica una stabilità del fenomeno senza inversione di tendenza. Nel dettaglio, ci sono state 657 vittime sul lavoro in Italia, di cui 500 durante l'attività lavorativa (+0,8% rispetto a agosto 2022) e 157 in itinere (-13,3% rispetto a agosto 2022). La Lombardia riporta il maggior numero di vittime sul lavoro, con 85 casi, seguita da Veneto (45), Piemonte (42), Lazio e Campania (41), Puglia (38), Emilia Romagna (36), Sicilia (32), Toscana (23), Abruzzo (17), Marche (15), Umbria e Liguria (14), Calabria e Friuli Venezia Giulia (13), Trentino Alto Adige (12), Sardegna (11), Basilicata (6), e Valle d'Aosta e Molise (1). Nel periodo da gennaio ad agosto 2023, il settore delle Costruzioni ha registrato il più alto numero di decessi sul luogo di lavoro, con un totale di 72. Seguono il settore dei Trasporti e Magazzinaggio con 69 decessi, le Attività Manifatturiere con 56, e il Commercio con 37. La fascia d'età maggiormente colpita dagli infortuni mortali sul lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni, con 178 casi su un totale di 500. Durante lo stesso periodo, 30 donne hanno perso la vita sul posto di lavoro, e 18 in itinere. Inoltre, sono stati registrati 97 decessi di lavoratori stranieri sul lavoro e 29 in itinere. Infine, il lunedì è risultato essere il giorno in cui si sono verificati più infortuni mortali, rappresentando il 19,6% dei casi. Per quanto riguarda le denunce di infortunio, al 31 agosto 2023, si è registrata una diminuzione del 21% delle denunce rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Nel 2022, le denunce erano state 484.561, mentre nel 2023 sono scese a 383.242. La diminuzione è stata particolarmente significativa nel settore della Sanità, con una diminuzione del 71,4% delle denunce. Questo conferma l'assenza quasi totale degli infortuni legati al COVID nelle statistiche. Le Attività Manifatturiere hanno registrato il maggior numero di denunce (47.997) nei primi otto mesi del 2023, seguite da Costruzioni (21.413), Trasporti e Magazzinaggio (20.771), Commercio (19.909) e Sanità (18.864). Nel periodo gennaio-agosto 2023, le lavoratrici italiane hanno presentato 133.898 denunce di infortunio, mentre i colleghi uomini ne hanno presentate 249.344. Il numero di denunce per infortuni tra i giovani è molto preoccupante, con 30.868 denunce registrate fino ai 14 anni, corrispondenti all'8,1% del totale.

Leggi tutto
Una Nuova Prospettiva per la Formazione dei Lavoratori: Cosa Riserva il Futuro?
04/10/2023
Una Nuova Prospettiva per la Formazione dei Lavoratori: Cosa Riserva il Futuro?

La Legge 215/2021 ha apportato significative modifiche al Decreto Legislativo 81/2008, tra cui l'annuncio dell'emissione di un nuovo Accordo tra lo Stato e le Regioni in merito alla formazione entro il 30 giugno 2022. Al momento attuale, tale accordo non è stato ancora pubblicato, pertanto rimangono in vigore le indicazioni relative ai contenuti minimi, durata e frequenza della formazione previsti negli accordi precedenti tra lo Stato e le Regioni. Recentemente è circolata una bozza di questo nuovo accordo in materia di formazione, che è destinata a riunire e modificare gli accordi precedenti riguardanti la formazione dei lavoratori e dei datori di lavoro preposti alla prevenzione e protezione dei rischi, le attrezzature di lavoro, nonché i responsabili e gli addetti ai servizi di prevenzione e protezione. Questo nuovo accordo contiene anche nuovi dettagli sulla formazione per specifiche categorie di lavoratori, come coloro che operano in spazi confinati, utilizzatori di carriponte, macchine agricole raccoglifrutta e caricatori per la movimentazione di materiali. È importante sottolineare che la bozza attuale rappresenta un testo non ufficiale e potrebbe subire ulteriori modifiche, integrazioni e eliminazioni. Cerchiamo di analizzare i punti salienti di questa bozza, tenendo presente che è ancora in fase di definizione. I Soggetti Formatori La bozza dell'accordo identifica tre categorie di soggetti formatori per corsi di formazione e aggiornamento: Soggetti formatori istituzionali Soggetti formatori accreditati Organismi Paritetici/Associazioni sindacali dei datori di lavoro o dei lavoratori. I soggetti formatori "accreditati" devono non solo essere accreditati a livello regionale per la formazione, ma devono anche possedere almeno tre anni di esperienza documentata nella formazione sulla salute e sicurezza. Tuttavia, per la formazione dei lavoratori, dei preposti e dei dirigenti, è sufficiente l'accreditamento regionale, senza ulteriori requisiti. Un'importante novità è che i datori di lavoro possono organizzare direttamente corsi di formazione sulla sicurezza per i propri dipendenti, preposti e dirigenti, assumendo il ruolo di soggetto formatore. Organizzazione dei Corsi La bozza dell'accordo introduce nuove disposizioni per il numero massimo di partecipanti ai corsi e per il rapporto istruttore/allievi nelle attività pratiche. Inoltre, stabilisce requisiti specifici per la frequenza ai corsi e la creazione di documenti formali, come il "Verbale delle verifiche finali" e il "Fascicolo del corso." Tutti gli attestati rilasciati avranno validità su tutto il territorio nazionale. Formazione per Categorie Specifiche di Lavoratori La bozza specifica i requisiti e i contenuti dei corsi per lavoratori, preposti, dirigenti, datori di lavoro e addetti ai servizi di prevenzione e protezione dai rischi (DL SPP). Alcuni corsi richiedono moduli aggiuntivi per settori specifici, come l'agricoltura, la pesca, le costruzioni e il settore chimico-petrolchimico. Aggiornamento della Formazione La bozza definisce la periodicità e i requisiti minimi per i corsi di aggiornamento per varie categorie di lavoratori, con cadenze quinquennali. In caso di assenza di aggiornamento, non si perde il credito formativo, ma il completamento dell'aggiornamento è necessario per riprendere l'esercizio delle funzioni. Processi di Organizzazione e Gestione della Formazione Il documento propone un approccio basato sul ciclo PDCA di Deming per la gestione dei processi di produzione della formazione. Modalità di Erogazione dei Corsi La bozza fornisce indicazioni sulle modalità di erogazione dei corsi, inclusa l'istruzione in presenza, mentre alcune categorie di corsi non possono essere erogate tramite videoconferenza sincrona o e-learning. Verifica degli Apprendimenti I corsi prevedono test finali, con almeno 30 domande e almeno il 70% delle risposte corrette richieste per il superamento. Per i corsi di aggiornamento, il test finale conterrà almeno 10 domande. In alternativa ai test a domande, è possibile somministrare colloqui. Attività di Monitoraggio e Controllo I soggetti formatori devono comunicare telematicamente l'attivazione dei corsi alle Autorità di Vigilanza. Disposizioni Transitorie Si prevede un periodo transitorio di un anno per l'attuazione delle nuove disposizioni. Durante il primo anno, i datori di lavoro dovranno completare la formazione. In conclusione, è importante sottolineare che questa bozza rappresenta una visione preliminare e che ulteriori modifiche potrebbero essere apportate prima dell'adozione finale. Tuttavia, contiene elementi che probabilmente saranno confermati, come i requisiti per i soggetti formatori e le specifiche dei corsi. Va notato che, inaspettatamente, vi è una riduzione della durata minima della formazione per i lavoratori e i dirigenti, che rappresenta un cambiamento significativo rispetto alle aspettative del legislatore.

Leggi tutto
D.lgs. 231/2001: il principio della responsabilità amministrativa
03/10/2023
D.lgs. 231/2001: il principio della responsabilità amministrativa

La legge n. 300/2000, tramite l'articolo 11 che conteneva la delega al Governo, ha stabilito i principi chiave relativi alla scelta di attribuire responsabilità amministrativa anziché penale agli enti. Questi principi includono criteri diversificati di incolpazione, a seconda che gli autori dei reati siano i vertici dell'ente o dipendenti comuni, l'applicazione delle norme del codice di procedura penale compatibili e l'imposizione delle sanzioni da parte del giudice competente a valutare il reato (commesso da individui o entità giuridiche). Il D.Lgs. n. 231/2001 ha inizialmente elencato una gamma limitata di reati rispetto a quelli menzionati nell'articolo 11 della legge n. 300/2000. Tuttavia, è importante notare che il reato di omicidio colposo (e le lesioni personali colpose) causato dalla violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro era già incluso nell'articolo 11, oltre ad altri reati correlati a carenze organizzative aziendali, come quelli legati all'ambiente e all'inquinamento. Il legislatore ha successivamente ampliato gradualmente il numero e la varietà di reati associati alla responsabilità delle persone giuridiche attraverso vari interventi normativi. Nonostante il D.Lgs. menzionato sia stato emanato nel 2001, la sua effettiva applicazione è stata inizialmente lenta, come dimostrato dal numero limitato di sentenze, comprese quelle della Corte di Cassazione, relative a questo argomento nei primi anni dalla sua promulgazione. Il Decreto Legislativo n. 231/2001 regola la responsabilità degli enti collettivi e individuali per reati amministrativi derivanti da reati commessi da singoli individui dell'ente. Questo sistema sanzionatorio esce dai confini tradizionali del diritto penale, focalizzati sulla distinzione tra pene e misure di sicurezza, tra pene principali e pene accessorie, e tiene conto delle nuove costanti criminologiche delineate dal decreto. Il Decreto Legislativo n. 231/2001 ha introdotto la previsione di responsabilità amministrativa per le persone giuridiche e fisiche nell'ambito penale. Questa responsabilità si combina con la responsabilità penale delle persone fisiche che hanno commesso il reato, purché quest'ultimo sia stato compiuto nell'interesse o a vantaggio dell'ente stesso. Ad esempio, il reato di omicidio colposo (art. 589 c.p.) si verifica quando si causa, per colpa, la morte di una persona violando le norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro. In questo caso, il bene giuridico protetto è la vita umana, nell'interesse sia dell'individuo che della collettività. Il reato può essere attribuito a chiunque sia responsabile dell'osservanza o dell'attuazione delle norme di prevenzione o protezione, tra cui datore di lavoro, dirigenti, preposti e altri soggetti in posizione apicale. Un modello SGSL (Sistema di Gestione della Sicurezza sul Lavoro) ai sensi dell'art. 30 del D. Lgs. n. 81/2008 può esimere gli enti da responsabilità per reati legati a lesioni o omicidi colposi in materia di salute e sicurezza sul lavoro. L'adozione del Modello 231 non è obbligatoria, ma è uno strumento utile per prevenire la commissione di reati e limitare la responsabilità sanzionatoria dell'azienda. In sintesi, la legge 231/2001 si applica a tutte le imprese e organizzazioni e disciplina la responsabilità degli enti per i reati commessi nell'interesse o a vantaggio dell'ente stesso, relativi agli articoli 589 e 590 del codice penale. La responsabilità amministrativa è considerata sempre più dai magistrati inquirenti e rappresenta un passo significativo per contrastare la criminalità aziendale.

Leggi tutto